Le leggi della robotica sono un sacco di leggi, regole o standard, che si propongono come sistema chiave per sostenere la condotta dei robot destinati ad avere un livello di autosufficienza. I robot di questo livello di imprevedibilità non esistono ancora, tuttavia, sono stati generalmente previsti nella fantascienza, nei film e sono un punto di lavoro dinamico e innovativo nel campo della tecnologia meccanica e della coscienza artificiale.

Le disposizioni di legge più conosciute sono quelle composte da Isaac Asimov negli anni ’40, o che dipendono da esse, ma da quel momento in poi gli analisti hanno proposto diverse disposizioni di legge nei decenni successivi.

a più nota disposizione delle leggi è “Le tre leggi dell’autonomia meccanica” di Isaac Asimov. Queste furono presentate nel suo racconto del 1942 “Diversione”, nonostante fossero state prefigurate in un paio di storie precedenti. Le Tre Leggi sono:

Un robot non può danneggiare un individuo o, attraverso l’inazione, permettere che una persona venga a farsi male.

Un robot deve soddisfare le richieste che gli vengono fatte da persone diverse da quelle che si trovano in difficoltà con la Legge Principale.

Un robot deve garantire la propria realtà fintanto che l’assicurazione non si scontra con la Prima o la Seconda Legge.

Vicino alla fine del suo libro Establishment and Earth, è stata presentata una legge zeroth, con le prime tre opportunamente rinnovate come subordinate ad essa:

Un robot non può nuocere all’umanità o, per inazione, permettere all’umanità di venire a nuocere.

Gli aggiustamenti e le espansioni esistono in funzione di questa struttura. A partire dal 2011 rimangono un “dispositivo aneddotico”.

Nel 2011, l’Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC) e l’Arts and Humanities Research Council (AHRC) della Gran Bretagna hanno pubblicato congiuntamente una serie di cinque “principi etici per progettisti, costruttori e utenti di robot” nel mondo reale, insieme a sette “messaggi di alto livello” da trasmettere, basati su un workshop di ricerca del settembre 2010:

I robot non devono essere progettati esclusivamente o fondamentalmente per eseguire o ferire le persone.

Le persone, non i robot, sono specialisti affidabili. I robot sono dispositivi destinati a realizzare obiettivi umani.

I robot devono essere strutturati in modo da garantire il loro benessere e la loro sicurezza.

I robot sono oggetti d’antiquariato; non dovrebbero essere destinati ad abusare di clienti impotenti facendo emergere una reazione o un affidamento entusiastico. Dovrebbe essere sempre possibile distinguere un robot da un umano.

Dovrebbe essere sempre possibile scoprire chi è legittimamente responsabile di un robot.

I messaggi che si proponeva di trasmettere erano:

Accettiamo che i robot possano avere un effetto positivo colossale sulla società. Dobbiamo dare ai robot coscienti la possibilità di esplorare.

Una pratica terribile nuoce a tutti noi.

Tendere a chiarire le preoccupazioni aperte aiuterà tutti noi a guadagnare terreno.

Dimostrare che noi, come robot, siamo concentrati sui modelli di formazione più ideali.

Per comprendere la singolare circostanza e i risultati del nostro esame, dovremmo lavorare con specialisti di diversi ordini, comprese le sociologie, il diritto, la teoria e le espressioni dell’esperienza umana.

Dovremmo pensare alla morale della franchezza: ci sono punti di rottura in ciò che dovrebbe essere accessibile in modo trasparente?

Nel momento in cui vediamo delle registrazioni errate sulla stampa, decidiamo di mettere da parte lo sforzo di contattare gli autori dell’annuncio.

Un robot non può danneggiare una persona o, attraverso l’inazione, permettere che un individuo venga a farsi male.

Un robot deve soddisfare le richieste che gli vengono fatte dalle persone, a parte quelle in cui tali richieste sarebbero in contrasto con la Legge Primaria.

Un robot deve garantire la propria realtà per tutto il tempo in cui la garanzia di capacità non è in contrasto con la Prima o la Seconda Legge.

Vicino alla fine del suo libro Establishment and Earth, è stata presentata una legge zeroth, con i primi tre ragionevolmente rielaborati come subordinati ad essa:

0. Un robot non può nuocere all’umanità o, per inazione, permettere all’umanità di venire a nuocere.

Gli aggiustamenti e le espansioni esistono in funzione di questo sistema. A partire dal 2011 rimangono un “dispositivo aneddotico”.